(1 aprile 2020)

1 aprile 2020 Racconti della quarantena.
Quelli che seguono sono i racconti scritti nel corso dell’isolamento forzato e delle restrizioni alla libertà di movimento dovute al coronavirus (fase 1 del cosiddetto lockdown), a cui siamo stati sottoposti da domenica 8 marzo fino a lunedì 4 maggio 2020.
Tutti, o quasi tutti, possibili untori, siamo stati chiusi in casa per la maggior parte del tempo, col permesso di uscire per poche ore, una o due volte alla settimana, solo per fare la spesa nella salumeria locale o per procurarci in farmacia le mascherine e il gel igienizzante. Non proprio tutti, naturalmente, perché il mondo doveva comunque andare avanti, la Terra doveva continuare a girare.
Città deserte, malati nelle terapie intensive, bare trasportate nei camion militari verso cimiteri estranei: cupi pensieri.
La data complessiva, convenzionale di questi racconti è il primo aprile 2020, come se fossero uno scherzo. In realtà sono stati scritti in tutto il mese di aprile 2020, uno dei mesi più tristi in questa parte del mondo, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale; da altre parti, situazioni ugualmente o ancora più tristi si vivono indipendentemente dalla pandemia.

Tutti, o quasi tutti, possibili untori, siamo stati chiusi in casa per la maggior parte del tempo, col permesso di uscire per poche ore, una o due volte alla settimana, solo per fare la spesa nella salumeria locale o per procurarci in farmacia le mascherine e il gel igienizzante. Non proprio tutti, naturalmente, perché il mondo doveva comunque andare avanti, la Terra doveva continuare a girare.

La situazione, insieme alle immagini tragiche dei malati nelle terapie intensive e delle bare trasportate nei camion militari verso cimiteri estranei, ha prodotto cupi pensieri.
Anche se la data complessiva di questi racconti è il primo aprile, purtroppo non si tratta di uno scherzo. In realtà sono stati scritti in tutto il mese di aprile 2020, uno dei mesi più tristi in questa parte del mondo, dopo gli orrori della seconda guerra mondiale; in altre parti, situazioni ugualmente o ancora più tristi si sono vissute in epoche più recenti, indipendentemente dalla pandemia.

Si vedono i primi segni – (2 aprile 2020)

La Bicicletta – (6 aprile 2020)

La Mascherina – (9 aprile 2020)

Hart Island, Bronx – (11 aprile 2020)

L’illogica allegria – (18 aprile 2020)