
11/10/2025
Rip
// Dyane Keaton // The Miracle Club (Maggie Smith) //
Pensare che per molti anni sono stato convinto che fosse figlia di Buster Keaton!
Per questi errori insistenti, cocciuti, Google è stato una mano santa: ha reso poco faticoso correggere i bias cognitivi.
Vedevo una somiglianza tra il volto triste di Buster e il volto sereno di Diane. Mi pareva avessero la stessa altezza e lo stesso modo di porgere il corpo. Sembrava una versione sonora, sorridente di Buster Keaton, vestita in modo strano, con quel buffo cappellino («… ladidà …») nel film di Woody Allen. Compensava una mancanza: non abbiamo mai visto un sorriso sul volto del “padre”! Era il sorriso sfuggito al grande Buster Keaton, diventato una bella personcina: la fidanzata ideale, giustamente un po’ nevrotica, molto interessante.
In realtà si chiamava Hall. E come se no?
Il nome Keaton (della madre) fu scelto dal suo agente perché c’era un’altra attrice che si chiamava Diane Hall.
Immagino il suo agente dirle: «Non puoi chiamarti come l’altra! What’s your mummy’s name? Come si chiama la tua mamma?»; «Keaton? Perfect. So Giovanni will love you more. Così Giovanni si innamorerà di più». Si sa che l’agente di Los Angeles sapeva che in un paese vicino Napoli c’era un ragazzone, più giovane di Diane, che sarebbe fallen in love e sarebbe andato al cinema anche per vedere lei, oltre che per le battute di Woody Allen o l’espressione truce di Michael Corleone (Al Pacino). Ognuno ha il diritto di sentirsi al centro del mondo, se non fa male a nessuno (a meno che sia il presidente degli Stati Uniti, perché in questo caso è molto pericoloso se crede di essere al centro del mondo).
Sarebbe stato facile correggere il bias, anche prima di Google, ma inconsciamente non volevo controllare: realizzava una perfezione, univa due persone che mi avevano emozionato in due modi diversi ma simili. Obiettivamente si assomigliavano, avevano lo stesso tipo di bellezza, e a me andava bene così.
Com’era bella l’America a quei tempi! Piena di attrici, attori, registi che amavamo. Era bella nonostante il Vietnam, la mafia, la violenza, la nevrosi. Era bella come l’Italia del boom raccontata dalla “Commedia all’italiana”, nonostante l’emigrazione con le valigie di cartone, la speculazione edilizia, le trame nere, la mafia. Era bella come la Napoli di Viviani, di Eduardo, di Totò, delle sceneggiate, nonostante la miseria e i femminicidi sublimati.
Il Cinema, il Teatro, la Letteratura realizzano la catarsi e ci aiutano a stare meglio.
Diane Keaton se n’è andata.
Come si dice in questi casi? R.i.p.: Riposi in pace. Mi sembra che sia sempre stata in pace, fin da quando sbocciò sullo schermo di un cinema.
