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Non so se queste possano essere le parole di un eroe greco, ma certamente sono le parole della sua anima, che Dante incontra all’Inferno, ed è dunque contemporanea di Dante, e di noi che leggiamo questi versi ad alta voce.

Un classico si interpreta e si trasporta nella realtà attuale.

Quale aspetto della cultura odierna ha colto Nolan in questo antichissimo racconto?

La disperazione di vivere in un mondo che sta cambiando e perde i punti di riferimento (l’accoglienza dello straniero), un po’ come accade a noi oggi.

Sono disperati i morti, che Ulisse incontra nella terra dei Cimmeri, ai confini del mondo, dove si reca, su istruzione della maga Circe per incontrare Tiresia. Incontra alcuni morti, che non sono in pace, ma pieni di rancore; per esempio Agamennone, Achille, il povero Sinone (che non si trova nell’Odissea), lasciato accanto al cavallo sulla spiaggia per perfezionare il tranello. Per Nolan è il segno della riflessione di Ulisse sulle scelte tragiche che la guerra impone.

La disperazione causata dalla guerra, anche quando si riesce a vincerla; il senso di colpa per avere contribuito alla distruzione di Troia. Mentre i compagni si abbandonano alle feste, agli stupri, ai saccheggi, l’Ulisse di Nolan si ferma, inorridito da ciò che ha fatto e da ciò che dovrà ancora fare.

La disperazione si rinnova ogni volta che deve decidere di sacrificare alcuni compagni per salvare gli altri.

La disperazione prodotta dalla conoscenza del futuro, rivelato da Tiresia, o dalla paura del futuro.

Perduti i compagni, approdato nell’isola della ninfa Calipso, dove rimane per sette anni,  riaffiora il desiderio del ritorno a casa (qui Nolan mette insieme l’amore di Calipso con un episodio precedente del viaggio: lo sbarco sull’isola dei Lotofagi).

Ulisse si abbandona ai flutti su una zattera, torna in patria e riconquista il suo regno.

Qui finisce il film, ma ci potremmo domandare che cosa succederà dopo i titoli di coda.

Gli dei olimpici saranno sostituiti da altri dei, gelosi, feroci, che assolutizzano le peggiori tendenze dell’uomo (gli dei dell’antica Grecia erano, come gli uomini, un misto di bene e di male): si affermano le religioni monoteiste, che spingono gli uomini alle crociate, alla jihad, alla distruzione degli infedeli; prendono il sopravvento le ideologie, religiose e politiche.

Ma qui siamo molto oltre Omero e anche oltre, suppongo, le intenzioni di Nolan.